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Comunicato stampa
COMUNICATO STAMPA
In data 13 maggio 2016 Iveco ha convocato la RSA Fismic Fim e Uilm ed ha comunicato due giorni di cassa integrazione per tutto lo stabilimento per il 24 e 30 giugno. Inoltre con copertura di istituti contrattuali verrà fatto il " ponte " di venerdì 3 giugno.
La Rsa FISMIC Iveco si è incontrata a seguito dell' incontro con l' Azienda:
-
sosteniamo la necessità' di continuare il percorso di confronto con i
vertici Aziendali per fare il punto sul piano di riequilibrio
occupazionale sullo stabilimento fissato con l' accordo 13 luglio 2015. È
per La RSA Fismic necessario trovare tutte le possibilità per
migliorarlo, partendo da:
1) una nuova verifica dei carichi di lavoro sullo stabilimento di Brescia
2) attraverso il completamento dell' allocazione delle nuove lavorazioni
3) definendo l' utilizzo di strumenti come la mobilità per " prepensionamento "
4) utilizzando gli ultimi ma necessari mesi di contratto solidarietà a disposizione
5) Continuando nel percorso di incentivazione volontaria verso Suzzara
Per
la RSA FISMIC la conclusione del piano su Brescia deve poi essere di
volano per il rilancio dello stabilimento con investimenti e piani di
prospettiva.
incontri importanti
venerdì 11 febbraioalle ore 12:00 è convocata la rsu di stabilimento per parlare della nuova cassa del mese di marzo e di formazione durante il fermo produttivo
comunicato sindacale
lo schiaffo di epifani alla fiom
L’intervento nella sala dove si tiene il congresso Fiom, è suonato nitido come uno schiaffo e infatti la sala ha reagito in larga parte con il gelo. Epifani, dopo aver ascoltato l’altro ieri, la relazione con cui Rinaldini, segretario dei metalmeccanici, diceva chiaro e tondo che la Fiom non aderirà al modello contrattuale di Cisl, Uil e Confindustria, ieri ha spiegato che invece La Cgil tornerà al tavolo della riforma contrattuale, al termine del triennio di sperimentazione del nuovo modello del 2009, perchè «l’obiettivo della Cgil e della Fiom deve essere riconquistare un modello contrattuale degno di questo nome». «Quello che ci distingue di più dalla Fiom – ha spiegato Epifani – è la contrattazione. Rinaldini ha detto che il sindacato deve essere il sindacato del conflitto e della democrazia, io dico che dobbiamo essere il sindacato della contrattazione, della democrazia e del conflitto perchè senza la contrattazione l’identità di un sindacato si smarrisce».
I delegati lo ascoltano in silenzio: qui gli epifaniani hanno avuto “solo” il 27% dei voti beneficiano di una gestione regolare del congresso, senza “seggi volanti” – nuovo ossimoro coniato per questo congresso un po’ particolare. Del resto, ieri, quando Gianni Rinaldini aveva detto, alzando un po’ la voce, che «concertazione e politica dei redditi fanno parte del passato», e che la Fiom si sarebbe opposta a «un rientro silenzioso nel sistema contrattuale» la sala era scattata in un applauso lungo e convinto.
Ma Epifani non ha tentannamenti. Del resto l’83% ottenuto dalla sua mozione gli dà la forza per cercare di piegare la Fiom. Epifani spiega che «di fronte all’accordo separato bisogna fare di tutto per riconquistare un modello condiviso dalla Cgil e dalla Fiom. Non si può mettere questo nell’orizzonte delle cose che potranno capitare o meno nei prossimi decenni, perchè il sindacato non può vivere senza contrattare e senza fare accordi. Nei prossimi due anni dobbiamo lavorare con questo obiettivo». E a Rinaldini risponde che questo non vuol dire «rientrare dalla finestra». «Non c’è dubbio – conclude Epifani – che torneremo al tavolo al termine della sperimentazione del nuovo modello contrattuale, anzi lo chiederemo noi. Non possiamo immaginare una stagione lunga in cui la Cgil non ci sia
I delegati lo ascoltano in silenzio: qui gli epifaniani hanno avuto “solo” il 27% dei voti beneficiano di una gestione regolare del congresso, senza “seggi volanti” – nuovo ossimoro coniato per questo congresso un po’ particolare. Del resto, ieri, quando Gianni Rinaldini aveva detto, alzando un po’ la voce, che «concertazione e politica dei redditi fanno parte del passato», e che la Fiom si sarebbe opposta a «un rientro silenzioso nel sistema contrattuale» la sala era scattata in un applauso lungo e convinto.
Ma Epifani non ha tentannamenti. Del resto l’83% ottenuto dalla sua mozione gli dà la forza per cercare di piegare la Fiom. Epifani spiega che «di fronte all’accordo separato bisogna fare di tutto per riconquistare un modello condiviso dalla Cgil e dalla Fiom. Non si può mettere questo nell’orizzonte delle cose che potranno capitare o meno nei prossimi decenni, perchè il sindacato non può vivere senza contrattare e senza fare accordi. Nei prossimi due anni dobbiamo lavorare con questo obiettivo». E a Rinaldini risponde che questo non vuol dire «rientrare dalla finestra». «Non c’è dubbio – conclude Epifani – che torneremo al tavolo al termine della sperimentazione del nuovo modello contrattuale, anzi lo chiederemo noi. Non possiamo immaginare una stagione lunga in cui la Cgil non ci sia
comunicato incontro sulla cassa di febbraio
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