I deputati bresciani della Lega Eva Lorenzoni, Paolo Formentini,
Simona Bordonali e Giuseppe Donina hanno presentato un’interrogazione al
Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo circa il futuro dello stabilimento
Iveco di Brescia, alla luce delle dichiarazioni del gruppo CNH Industrial.
«Abbiamo fatto nostro l’appello delle sigle sindacali - sono le
parole dell’on. Eva Lorenzoni, parlamentare leghista della Commissione
Lavoro e prima firmataria del testo – che chiedono a Cnh Industrial di
non venir meno agli impegni presi, in particolare per quanto attiene lo
stabilimento Iveco di Brescia. Al 10 di marzo infatti, presso il
Ministero, si era raggiunto un accordo - prosegue la nota dei
parlamentari del Carroccio - che includeva iniziative riguardanti il
rilancio del polo produttivo di Brescia, ma la crisi economica
generatasi dall’emergenza coronavirus ha indotto il gruppo ad annunciare che Exor sarà costretta a rivedere il piano industriale.
Francamente questo gioco non ci piace affatto e prendiamo molto
seriamente l’sos lanciato dai sindacati. Qualora dovessero esserci ombre
sul futuro dello stabilimento bresciano, dove lavorano circa duemila dipendenti,
pretendiamo di saperlo e chiediamo al Governo di intervenire – conclude
Lorenzoni – a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie».
Come Lega prosegue l’on. Paolo Formentini – la nostra priorità è la difesa dei posti di lavoro del tessuto economico del nostro territorio, che vanta eccellenze produttive in ogni settore. Invitiamo quindi Cnh Industrial e rispettare i patti;
siamo consapevoli della crisi economica in atto, ma tutti stanno
facendo uno sforzo per superare insieme questo difficile momento, anche i
grandi attori quindi – conclude Formentini – non si tirino indietro e
facciano la loro parte».
fonte: ilgiornalediBrescia
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Aperte le urne in Iveco ed Iveco mezzi speciali
Da sta mattina sono aperte le urne in Iveco per scegliere i rappresentanti dei lavoratori per i prossimi tre anni. L 'Azienda in questi anni si è rinnovata molto ma ancora presente con 2 importanti prodotti leaders dei propri mercati. La Fismic in questi anni si è battuta per l'acquisizione di nuove lavoarazioni e così è stato. La ristrutturazione degli ultimi anni voluta dalla proprietà ha lasciato ormai alle spalle un brutto momento a cui il Sindacato ha saputo dare risposte tutelando tutti i lavoratori in modo che nessuno perdesse il lavoro. Adesso la parola passa ai lavoratori per scegliere in modo democratico ed in modo proporzionale il proprio Delegato sindacale.
Iveco multata , ma già previsto in bilancio
L'antitrust Ue ha sanzionato per 2,93 miliardi di euro Daimler, Paccar, Volvo/Renault e Iveco per aver creato un cartello nelle tecnologie per ridurre le emissioni.
A Daimler è toccata la multa più pesante: 1,01 miliardi. Volvo dovrà pagare 670,4 milioni, Iveco 494,6 milioni e DAF (Paccar) 752,7 milioni.
MAN, controllata di Volkswagen, ha evitato la sanzione perché ha segnalato alla Commissione il cartello.
Iveco nel redigere il bilancio del 2015 era corsa ai ripari inserendo quanto segue :( I risultato netto e’ passato da un utile di 23 milioni ad una perdita di 513 milioni di dollari (-0,38 dollari per azione) a causa dell’onere straordinario non deducibile fiscalmente di 502 milioni di dollari relativo all’indagine condotta sulla controllata Iveco e sui suoi concorrenti dalla Commissione Europea in relazione a presunte condotte anti-competitive. )
chn . Iveco piano industriale
Auburn Hills, 08 mag - E' attraverso la joint venture in Sud Africa che CNH INdustrial intende rafforzarsi nel settore dei veicoli commerciali, la cui crescita e' vista costante in Africa e Medio Oriente: nel periodo 2013-2018 e' atteso per il comparto un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 7,5% per i truck e del 4,9% per i bus. In Europa invece tale tasso e' visto del 3% per i truck e dell'1,1% per i bus. Durante l'Investor Day dedicato al piano industriale quinquennale di CNH Industrial, il direttore operativo per l'Emea Andreas Klauser, ha ricordato il nuovo impianto in costruzione a Rosslyn (Pretoria, Sud Africa) in joint venture con Larimar group (jv in cui Iveco ha il 60%). Esso permettera' a partire dall'anno in corso la produzione in loco di bus e truck medi e pesanti.Iveco lancerà nove nuovi prodotti, cinque veicoli leggeri e quattro pesanti.
E' quanto emerge dalle slide che Lorenzo Sistino, presidente del marchio di veicoli industriali leggeri, medi e pesanti sia per il trasporto stradale sia per impieghi off-road, sta presentando durante l'Investor Day in corso ad Auburn Hills, in Michigan, dedicato alla descrizione del piano industriale 2014-2018.
Puntare sui mercati europei centrali e settentrionali, migliorare la presenza in Cile, Colombia e Perù e aumentare la penetrazione nel segmento premium off-road nel sud-est asiatico.E' questa la roadmap geografica di Iveco per il periodo 2014-2018.
A descrive gli obiettivi del marchio di veicoli industriali leggeri, medi e pesanti parte della galassia Cnh Industrial è il responsabile Lorenzo Sistino, che per l'Africa e il Medio Oriente scommette anche su "nuove joint venture in Sud Africa". Quanto all'America Latina, Iveco vuole sfruttare le sinergie per migliorare la presenza nelle grandi flotte in Brasile mentre in Argentina si punta alla presenza manifatturiera locale. La via per la regione Asia-Pacifico passa invece per lo sviluppo di nuove opportunità di business attraverso partnership locali.Per il suo settore di riferimento, Iveco prevede un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,2% fino al 2018 ma l'Europa resterà sotto i livelli pre-crisi. E' quanto ha spiegato Lorenzo Sistino, presidente del marchio di veicoli industriali leggeri, medi e pesanti sia per il trasporto stradale sia per impieghi off-road.
Durante l'Investor Day in corso ad Auburn Hills, in Michigan, dedicato alla presentazione del piano industriale 2014-2018 di Cnh Industrial, il manager ha detto di prevedere per il comparto (che fa riferimento a veicoli sopra le 3,5 tonnellate) un CAGR del 2,4% in America Latina e dell'1,9% per quanto riguarda l'Asia-Pacifico.....
vai alla fonte....
i veicoli commerciali corrono
ROMA - Quinto mese consecutivo in crescita per il mercato europeo dei
veicoli commerciali, che archivia gennaio con 137.603 immatricolazioni,
pari a un +4% su base annua, nel 28 Paesi Ue più quelli Efta. Tra i
cinque mercati principali, si legge nei dati diffusi da Acea, spicca il
+44,9% messo a segno dalla Spagna, cui segue l'incremento a doppia cifra
dell'Italia (+12,2%). Vendite positive anche nel Regno Unito (+5,3%) e
in Germania (+3%), mentre la Francia registra un -5,1%.
L'analisi per segmenti mostra una crescita del 4,4% a 113.307 unità per i veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate, e un aumento del 3,4% per i veicoli industriali (21.765 pezzi). In calo dell'8%, invece, le consegne di bus, ferme a 2.531 targhe.
In Italia le vendite di veicoli commerciali leggeri segnano un +10% a 8.950 unità, quelle di veicoli industriali sopra le 3,5 tonnellate riportano un incremento del 27,3% a 1.514 immatricolazioni, e il mercato degli autobus cresce dell'11,5% a 282 pezzi.
fonte ansa
L'analisi per segmenti mostra una crescita del 4,4% a 113.307 unità per i veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate, e un aumento del 3,4% per i veicoli industriali (21.765 pezzi). In calo dell'8%, invece, le consegne di bus, ferme a 2.531 targhe.
In Italia le vendite di veicoli commerciali leggeri segnano un +10% a 8.950 unità, quelle di veicoli industriali sopra le 3,5 tonnellate riportano un incremento del 27,3% a 1.514 immatricolazioni, e il mercato degli autobus cresce dell'11,5% a 282 pezzi.
fonte ansa
Lavoratori Iveco, Lega Nord chiede audizione in Regione Lombardia
I consiglieri bresciani della Lega Nord, Fabio
Rolfi e Donatella Martinazzoli, hanno chiesto l'audizione in IV
Commissione del Consiglio Regionale delle organizzazioni sindacali e Rsa
dei siti Iveco di Brescia e Suzzara.
Iveco presenta il nuovo Eurocargo .Si conferma l'impegno a Brescia
L'azienda: «Il sito è importante per il
gruppo, il nuovo mezzo sarà creato e prodotto nell'ex OM in tutte le
numerosissime versioni disponibili» leggi l'articolo
Iveco (Cnh), investiti 100 mln per Eurocargo Euro6 leggi l'articolo
Nuovo Eurocargo: «Brescia punto fermo per Iveco» leggi l'articolo
Cnh: sprint Borsa (+2%), effetto Iveco
Titolo spinto da attese fine anno e progetto Lince in Usa
(ANSA) - MILANO, 4 NOV - Brilla Cnh in Piazza Affari grazie alle aspettative del gruppo per Iveco nel quarto trimestre e la possibilità di una fornitura del veicolo Lince all'esercito Usa.
Il titolo guadagna il 2,03% a 8,53 euro dopo che gli analisti di Fidentiis, citando la recente presentazione dei conti trimestrali dell'ex Fiat Industrial, si attendono un miglioramento dei margini del produttore di autocarri, che potrebbe fornire il proprio veicolo Lince all'esercito Usa in collaborazione con Jeep
infortunio all'Iveco di Brescia
Subito dopo l'infortunio al reparto montaggi, gli RLS di FIM UILM E FISMIC hanno subito richiesto come previsto dal vigente CCSLin materia di sicurezza un incontro con la commissione ambiente e sicurezza da svolgersi in azienda entro 24 ore.
L'Azienda convoca gli RLS e da questo incontro a seguito delle richieste dei suddetti emerge quanto segue:
QUESTE AZIONI CONCRETE DIMOSTRANO LA VOLONTA' DI RISOLVERE I PROBLEMI CON UN METODO DI CONFRONTO TRA LE PARTI E NON DI CONFLITTUALITA'
L'Azienda convoca gli RLS e da questo incontro a seguito delle richieste dei suddetti emerge quanto segue:
- verrà modificata la protezione del prossimity a bordo linea.
- verrà inserito un nuovo sistema di lettura dello skid dal calo cabina all'innesto della tavola acceleratrice verso il tratto lento
- ci sarà la sistemazione della beola.
QUESTE AZIONI CONCRETE DIMOSTRANO LA VOLONTA' DI RISOLVERE I PROBLEMI CON UN METODO DI CONFRONTO TRA LE PARTI E NON DI CONFLITTUALITA'
Chi danneggia l’Iveco si assuma la responsabilità”
Parole dure quelle di Marco Bonometti, presidente di Aib, durante una tavola rotonda su scuola e lavoro, organizzata dal Consolato provinciale dei Maestri del Lavoro. La sede, del resto, si prestava ad una breve deviazione dal tema principale, visto che l’incontro è avvenuto nella sala convegni di Iveco Brescia. Pochi minuti prima, l’intervento di Leonardo Grillo, direttore della fabbrica Fiat, che ha ribadito che «lo stabilimento vuole restare a Brescia e faremo di tutto per continuare a dar lavoro alle 2.500 persone oggi impiegate». «Tutta Brescia deve sostenere questo grande stabilimento affinchè possa operare, altrimenti è inutile illudere i ragazzi», ha insistito Bonometti, che, parlando poi della formazione dei giovani studenti, ha elogiato la flessibilità e la capacità di adattamento degli stranieri, tirando un po’ le orecchie a scuola e famiglia per non preparare adeguatamente i ragazzi ad affrontare con maturità il mondo del lavoro.
«Leggiamo che al colloqio di lavoro c’è chi arriva con la mamma, chi chiede di fare quattro ore al posto di otto. La scuola e le famiglie», ha concluso Bonometti, «devono insegnare che prima vengono i doveri, poi i diritti, come è sempre stato. Il lavoro? Brescia è una provincia viva, chi ha la volontà, un’occupazione la trova».
fonte:quibrescia.it
sgombero del presidio che blocca l'Iveco di Brescia
Il Giudice del Tribunale di Brescia ha emanato provvedimento con il quale egli accoglie ricorso Iveco,
ordinando alla Fiom ed altri convenuti di cessare il blocco
dell’accesso al sito produttivo di Via Volturno, 68, eliminando ogni
ostacolo che impedisca tale accesso ed inibisce agli stessi di impedire
l’accesso a tale sito da parte di persone o mezzi.
L’udienza di comparizione è fissata per il 24 Settembre p.v. alle ore 9.30.
Fiat Industrial è in buona salute grazie a trattori e macchine movimento terra: utile netto, a 328 milioni
fonte:quotidianopiemontese
Iveco investe 70 milioni
importante incontro ieri a Suzzara per parlare di investimenti
leggi il comunicato
leggi il comunicato
Iveco male. anche se Fiat Industrial tiene
TORINO (MF-DJ)--Iveco, produttore di veicoli industriali del gruppo Fiat
Industrial, ha registrato nel primo trimestre una perdita della gestione
ordinaria di 9 milioni di euro, a fronte dell'utile per 63 milioni del
corrispondente periodo del 2012.
I ricavi, si legge in una nota, si sono attestati a 1,8 miliardi, in
riduzione del 3,9% a/a a causa delle difficili condizioni di mercato nella
maggior parte dei settori produttivi e aree geografiche dove il gruppo
opera. Nonostante il contesto di mercato piu difficile, il gruppo e' stato
comunque in grado di mantenere o migliorare le quote in molte delle sue
principali categorie di prodotto e registrare consegne in calo di solo il
3,9% a 27.121 veicoli.
Il margine della gestione ordinaria e' passato da un dato positivo del
3,3% ad uno negativo dello 0,5%.
com/mur
fonte:MF-DJ NEWS
Industrial, ha registrato nel primo trimestre una perdita della gestione
ordinaria di 9 milioni di euro, a fronte dell'utile per 63 milioni del
corrispondente periodo del 2012.
I ricavi, si legge in una nota, si sono attestati a 1,8 miliardi, in
riduzione del 3,9% a/a a causa delle difficili condizioni di mercato nella
maggior parte dei settori produttivi e aree geografiche dove il gruppo
opera. Nonostante il contesto di mercato piu difficile, il gruppo e' stato
comunque in grado di mantenere o migliorare le quote in molte delle sue
principali categorie di prodotto e registrare consegne in calo di solo il
3,9% a 27.121 veicoli.
Il margine della gestione ordinaria e' passato da un dato positivo del
3,3% ad uno negativo dello 0,5%.
com/mur
fonte:MF-DJ NEWS
iveco stralis vince il" premio truck of the year 2013"
Il premio - si legge in una nota - e' stato annunciato durante la serata di gala della 64esima edizione del Salone Internazionale di Hannover, l'appuntamento europeo per il settore dei veicoli commerciali e industriali. ''Siamo fieri di ricevere questo riconoscimento. Il nuovo Stralis rappresenta un punto di riferimento in termini di efficienza, qualita' e valore per il cliente. Il veicolo e' la dimostrazione concreta del rinnovamento della nostra strategia aziendale, che ci rende cosi' vicini ai nostri clienti e in grado di fornire loro prodotti eccellenti'', ha dichiarato Alfredo Altavilla, Amministratore Delegato di Iveco.
Le principali caratteristiche del nuovo Stralis Hi-Way sono la significativa riduzione del costo totale di esercizio (Total Cost of Ownership -TCO) e il suo sistema di riduzione catalitica Hi-eSCR, brevettato e sviluppato da FPT Industrial.
Unendo alla qualita' del prodotto l'offerta di alcuni servizi integrati, tra cui l'assistenza programmata, la gestione delle flotte e la formazione degli autisti per una guida piu' economica, il nuovo Stralis puo' raggiungere una riduzione del costo totale di esercizio fino al 4% su una missione internazionale, con percorrenza media di 130mila chilometri annui e un periodo di possesso di quattro anni.
Il mezzo adotta motori Cursor FPT Industrial, che garantiscono bassi consumi di carburante e prestazioni eccellenti. Grazie all'efficienza del sistema di riduzione catalitica High Efficiency SCR (HI-eSCR) sviluppato, brevettato e prodotto da FPT Industrial, lo Stralis e' l'unico veicolo pesante sul mercato a rispettare i limiti imposti dalla normativa Euro VI, senza compromettere l'efficienza dei consumi. Il sistema High Efficiency SCR di FPT Industrial e' in grado di ridurre i livelli di ossido di azoto di oltre il 95%. La tecnologia post-trattamento di FPT Industrial, che utilizza soltanto il sistema SCR, per i veicoli Euro VI, permette di rispettare i limiti delle emissioni di ossido di azoto, grazie al sistema di riduzione catalitica, senza alcuna necessita' del ricircolo dei gas di scarico.
Fiat Industrial: Iveco lascia la Germania per Madrid (MF)
MILANO (MF-DJ)--Iveco, la controllata di Fiat Industrial sta cercando diriorganizzare la propria struttura produttiva nel Vecchio Continente percontrastare la crisi economica in corso.
E, in questo contesto, scrive MF, una delle prime decisioni del
management dovrebbe essere quella di trasferire nello stabilimento di
Madrid la produzione dei veicoli commerciali pesanti che finora e' stata
suddivisa tra l'impianto spagnolo e quello tedesco di Ulm. Questa
decisione, salutata con sollievo nella capitale spagnola (l'impianto
madrileno e' in gran parte sottoutilizzato), sta invece creando gravissimi
problemi allo stabilimento di Ulm. Secondo i sindacati tedeschi, infatti,
la decisione del Lingotto fara' perdere all'impianto del Baden-Wuerttemberg
670 dei circa 1.100 posti di lavoro legati alla fabbricazione di camion
(le cifre, pero', non sono confermate dal gruppo torinese). Non solo, ma ad
attutirne l'effetto non basteranno nemmeno le nuove vocazioni produttive
cui e' destinato il centro tedesco. Nei piani del gruppo torinese, allo
stabilimento di Ulm verra' riservata la funzione di polo produttivo per la
fabbricazione di camion e autoveicoli per le attivita' dei vigili del fuoco
(ovvero la nicchia di mercato denominata firefighting), inoltre e' previsto
un rafforzamento del centro di ricerca e sviluppo riservato specificamente
al settore dei veicoli industriali pesanti. Queste due attivita', tuttavia,
non saranno sufficienti, secondo i sindacati, a garantire il mantenimento
del numero attuale dei posti di lavoro e per questo nei prossimi giorni
sono previsti nuovi incontri con le parti sociali (in particolare con il
potentissimo sindacato dei metalmeccanici Ig Metall) che potrebbero
portare variazioni al piano.
E, in questo contesto, scrive MF, una delle prime decisioni del
management dovrebbe essere quella di trasferire nello stabilimento di
Madrid la produzione dei veicoli commerciali pesanti che finora e' stata
suddivisa tra l'impianto spagnolo e quello tedesco di Ulm. Questa
decisione, salutata con sollievo nella capitale spagnola (l'impianto
madrileno e' in gran parte sottoutilizzato), sta invece creando gravissimi
problemi allo stabilimento di Ulm. Secondo i sindacati tedeschi, infatti,
la decisione del Lingotto fara' perdere all'impianto del Baden-Wuerttemberg
670 dei circa 1.100 posti di lavoro legati alla fabbricazione di camion
(le cifre, pero', non sono confermate dal gruppo torinese). Non solo, ma ad
attutirne l'effetto non basteranno nemmeno le nuove vocazioni produttive
cui e' destinato il centro tedesco. Nei piani del gruppo torinese, allo
stabilimento di Ulm verra' riservata la funzione di polo produttivo per la
fabbricazione di camion e autoveicoli per le attivita' dei vigili del fuoco
(ovvero la nicchia di mercato denominata firefighting), inoltre e' previsto
un rafforzamento del centro di ricerca e sviluppo riservato specificamente
al settore dei veicoli industriali pesanti. Queste due attivita', tuttavia,
non saranno sufficienti, secondo i sindacati, a garantire il mantenimento
del numero attuale dei posti di lavoro e per questo nei prossimi giorni
sono previsti nuovi incontri con le parti sociali (in particolare con il
potentissimo sindacato dei metalmeccanici Ig Metall) che potrebbero
portare variazioni al piano.
Irisbus, documento sindacale unitario: Il 21 settembre manifestazione a Roma
Si aprono nuovi scenari sul fronte Irisbus: la convocazione urgente di un incontro presso la Presidenza del Consiglio con la presenza di Fiat industriali, ministri interessati e Conferenza Stato-Regioni, insieme alla definizione del Piano trasporti, è quanto chiedono i lavoratori dello stabilimento ufitano nel documento unitario approvato nel corso dell’assemblea di fabbrica. Con la partecipazione delle segreterie territoriali di categoria e confederali e delle
segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic e
Failms, i lavoratori rivendicano la definizione ed il finanziamento del piano che permetta la salvaguardia dell’industria nazionale del settore. “In questo quadro Fiat deve cambiare la propria scelta di dismissione dello stabilimento ed avere un comportamento di responsabilità sociale verso i lavoratori e il territorio”, recita il documento. “Nel caso di non convocazione da parte della Presidenza del Consiglio – prosegue – mercoledì 21 settembre i lavoratori con le organizzazioni sindacali effettueranno una manifestazione a Roma”.
Anche se qualche spiraglio, per il momento, sembra intravedersi dalle rassicurazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta che ha garantito l’impegno del Governo sulla vertenza irpina.
segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic e
Failms, i lavoratori rivendicano la definizione ed il finanziamento del piano che permetta la salvaguardia dell’industria nazionale del settore. “In questo quadro Fiat deve cambiare la propria scelta di dismissione dello stabilimento ed avere un comportamento di responsabilità sociale verso i lavoratori e il territorio”, recita il documento. “Nel caso di non convocazione da parte della Presidenza del Consiglio – prosegue – mercoledì 21 settembre i lavoratori con le organizzazioni sindacali effettueranno una manifestazione a Roma”.
Anche se qualche spiraglio, per il momento, sembra intravedersi dalle rassicurazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta che ha garantito l’impegno del Governo sulla vertenza irpina.
problemi all'iveco di suzzara
SUZZARA
Cassa integrazione oggi, all’Iveco, per problemi di carattere logistico: manca materiale per la produzione del Daily. Decisione improvvisa, non programmata, dato che la cooperativa responsabile del reperimento delle materie prime non è stata in grado di consegnarle a tempo debito.
Sabato e domenica all’Iveco si è lavorato ma restano ancora circa 800 furgoni allestiti a metà e che attendono di essere finiti. Nel frattempo, ieri mattina, 22 lavoratori dello stabilimento Irisbus di Valle Ufita sono giunti a Suzzara per prestare la loro opera all’Iveco di via Valletta. La fabbrica irpina sta per essere chiusa. Il gruppo Fiat, non ricevendo più fondi dal Governo, ha deciso di cederlo lasciando a casa 700 operai: con l’intero indotto si arriva al numero di 2mila addetti. Per questo da 54 giorni, un gruppo di operai presidiano i cancelli per evitare il trasferimento di mezzi e macchine. Il sindacato dell’Ugl ha invitato a non far entrare i 22 lavoratori avellinesi all’Iveco. Così, ieri mattina, altri sette operai che fanno parte del presidio di Valle Ufita sono arrivati a Suzzara con striscioni e megafono e si sono piazzati davanti alla palazzina Iveco di viale Zonta per dire ai colleghi di tornarsene a casa
È stata una da estenuanti trattative: in mattinata due dei 22 lavoratori ci avevano ripensato, ma poi hanno cambiato nuovamente idea e sono rientrati. I sette operai del presidio di Valle Ufita non hanno mollato e hanno seguito passo a passo i loro colleghi nei vari spostamenti. In tarda mattinata sono stati ricevuti dal sindaco Wainer Melli, al quale hanno chiesto la solidarietà della popolazione. Nel pomeriggio 6 dei 22 operai avellinesi sono nuovamente usciti per dire ai loro compagni, spostatisi in via Valletta sotto un gazebo, che non volevano più stare a Suzzara. Nel tira e molla tra manifestanti e trasfertisti, sono nel frattempo intervenuti i capi del personale di Valle Ufita e dell’Iveco, oltre a sindacalisti avellinesi, che hanno convinto i 22 operai a restare a Suzzara. Ma uno di loro, evidentemente provato dalla vicenda, ha salutato tutti ed è tornato a casa. I 21 trasfertisti lavoreranno un mese e riceveranno 4mila euro. Sulla vicenda è intervenuto il parlamentare della Lega . Gianni Fava : «E’ incredibile. Iveco, in barba a qualsiasi logica normale, ha scelto di trasferire a Suzzara da Avellino 21 nuovi assunti a condizioni contrattuali più costose di qualsiasi contratto noto». (m.p)
Cassa integrazione oggi, all’Iveco, per problemi di carattere logistico: manca materiale per la produzione del Daily. Decisione improvvisa, non programmata, dato che la cooperativa responsabile del reperimento delle materie prime non è stata in grado di consegnarle a tempo debito.
Sabato e domenica all’Iveco si è lavorato ma restano ancora circa 800 furgoni allestiti a metà e che attendono di essere finiti. Nel frattempo, ieri mattina, 22 lavoratori dello stabilimento Irisbus di Valle Ufita sono giunti a Suzzara per prestare la loro opera all’Iveco di via Valletta. La fabbrica irpina sta per essere chiusa. Il gruppo Fiat, non ricevendo più fondi dal Governo, ha deciso di cederlo lasciando a casa 700 operai: con l’intero indotto si arriva al numero di 2mila addetti. Per questo da 54 giorni, un gruppo di operai presidiano i cancelli per evitare il trasferimento di mezzi e macchine. Il sindacato dell’Ugl ha invitato a non far entrare i 22 lavoratori avellinesi all’Iveco. Così, ieri mattina, altri sette operai che fanno parte del presidio di Valle Ufita sono arrivati a Suzzara con striscioni e megafono e si sono piazzati davanti alla palazzina Iveco di viale Zonta per dire ai colleghi di tornarsene a casa
È stata una da estenuanti trattative: in mattinata due dei 22 lavoratori ci avevano ripensato, ma poi hanno cambiato nuovamente idea e sono rientrati. I sette operai del presidio di Valle Ufita non hanno mollato e hanno seguito passo a passo i loro colleghi nei vari spostamenti. In tarda mattinata sono stati ricevuti dal sindaco Wainer Melli, al quale hanno chiesto la solidarietà della popolazione. Nel pomeriggio 6 dei 22 operai avellinesi sono nuovamente usciti per dire ai loro compagni, spostatisi in via Valletta sotto un gazebo, che non volevano più stare a Suzzara. Nel tira e molla tra manifestanti e trasfertisti, sono nel frattempo intervenuti i capi del personale di Valle Ufita e dell’Iveco, oltre a sindacalisti avellinesi, che hanno convinto i 22 operai a restare a Suzzara. Ma uno di loro, evidentemente provato dalla vicenda, ha salutato tutti ed è tornato a casa. I 21 trasfertisti lavoreranno un mese e riceveranno 4mila euro. Sulla vicenda è intervenuto il parlamentare della Lega . Gianni Fava : «E’ incredibile. Iveco, in barba a qualsiasi logica normale, ha scelto di trasferire a Suzzara da Avellino 21 nuovi assunti a condizioni contrattuali più costose di qualsiasi contratto noto». (m.p)
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