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Grande manifestazione del 1 Maggio Confsal
Napoli, 2 maggio. Grande successo della manifestazione nazionale organizzata a Napoli dalla Confsal in occasione del 1° maggio. 20mila persone, giunte da tutta Italia - in rappresentanza di tutte le federazioni del pubblico, del privato impiego e della sicurezza - si sono ritrovate ieri mattina in Piazza del Plebiscito per celebrare la Giornata del lavoro. Tema: Il lavoro riparte dal Sud. Nel pomeriggio, durante il concerto live, si è arrivati a contare più di 30mila persone.L’accoglienza della città è stata calorosa, a cominciare dai saluti del primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, che nel suo intervento di saluto ha ringraziato la Confsal per aver posto all’attenzione nazionale un tema prioritario per la crescita del Paese e per averlo fatto proprio.“Non siamo qui per recriminare su quello che non è stato fatto – ha dichiarato il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, raccogliendo le istanze del sindaco partenopeo –, ma per essere propositivi e fattivi. Sono convinto che la crescita del Sud sia essenziale per la crescita del Paese. Il Mezzogiorno ha tante eccellenze ma deve recuperare il divario con il resto dell’economia italiana. Facendo appello a tutte le sue risorse, esso può e deve sviluppare una velocità di crescita di gran lunga superiore a quella nazionale. Deve correre! E così, non rappresenterebbe più un fattore di squilibrio ma un vero pilastro economico, un punto di forza del Sistema Paese”.La Confsal ha preso l’impegno di collaborare, a fianco delle amministrazioni locali, a un Rinascimento legale del Sud, che parta dalla centralità dell’istruzione e, in particolare, dalla scuola. La Confsal si è anche impegnata su due versanti che sono la ragione di esistenza, oggi, dell’essere sindacato: la professionalizzazione dei lavoratori, puntando sulla leva della formazione (è stata lanciata da Napoli la Fabbrica delle competenze); e la contrattazione di qualità. In particolare, la confederazione autonoma vincolerà le associazioni datoriali firmatarie dei suoi contratti a espellere le aziende che non garantiscano rispetto, tutela e sicurezza dei propri lavoratori. Tutto questo, accogliendo, al contempo, le esigenze di produttività e di competitività delle imprese e contemperandole in quella che Margiotta ha chiamato la nuova “lobby del lavoro” al servizio della crescita del Paese.
La Confederazione europea dei sindacati indipendenti incontra i vertici Confsal
I vertici Confsal hanno incontrato nella sede di Roma in Viale di
Trastevere 60, Klaus Heeger segretario generale della confederazione
europea dei sindacati indipendenti (Cesi), che rappresenta 38
organizzazioni sindacali da 21 paesi europei e 4 organizzazioni
sindacali europee.
Durante l'incontro è stato firmato un
accordo che coinvolge direttamente la Confsal all'interno della Cesi in
diversi ambiti come quello dell'educazione, con l’importante presenza
dello Snals e del programma giovani.
Il confronto, inoltre, ha rafforzato
il rapporto tra Confsal e Cesi, attraverso la condivisione delle
strategie e delle posizioni che riguardano il lavoro sulla base del
concetto della "centralità della persona" prima di tutto e
sull'importanza di rafforzare il dialogo e la dimensione sociale a
livello europeo. Ricordiamo a tutti che il nostro Segretario generale Roberto di Maulo è da poco divenuto vice Segretario del Cesi.
Aumenti PA , saranno per fasce di reddito
Nel pubblico impiego gli aumenti contrattuali, 85euro mensili in media, saranno più “generosi” con chi guadagna meno. Ma il tutto sarebbe calibrato all'interno delle fasce retributive di ogni comparto, in modo da garantire incrementi per tutti, seppure graduati (di più a chi ha meno), in base a parametri certi. È quanto emerge dopo la messa a punto della versione finale della direttiva sui rinnovi, già annunciata dalla ministra Marianna Madia. Come già stabilito nell'intesa del 30 novembre, tra ministero della Pa e sindacati, il sistema per la ripartizione degli 85euro medi di aumento è rimesso ai tavoli.
Entro luglio la trattativa vera e propriaUn primo incontro per tracciare la roadmap dei negoziati già c'è stato, entro luglio dovrebbe invece partire latrattativa vera e propria all'Aran, con Cgil CISL UIL e Confsal l'Agenzia che rappresenta il governo. E a fare da apripista dovrebbe essere il settore della Pubblica Amministrazione centrale (tra cui ministeri e agenzie fiscali). Tuttavia una strategia per consentire incrementi di stipendio inversamente proporzionali all'ammontare della busta paga, a piramide rovesciata, potrebbe essere ripresa da quanto già sperimentato con il bonus Irpef, che infatti decresce per i redditi più alti. Ciò permetterebbe anche di salvaguardare gli 80 euro per
quella platea di dipendenti che sono a rischio di scavalcare il tetto (25mila euro) proprio a causa dei rinnovi. Insomma alle fasce basse andrebbero destinate risorse maggiori, magari anche
quella platea di dipendenti che sono a rischio di scavalcare il tetto (25mila euro) proprio a causa dei rinnovi. Insomma alle fasce basse andrebbero destinate risorse maggiori, magari anche
Ipotesi fasce retributive
Ma per evitare sproporzioni tra i 3 milioni di dipendenti pubblici, la distribuzione potrebbe essere modulata su fasce retributive (5 o 6). Nel testo finale della direttiva madre il ministero lascia comunque ampio mandato alle parti, posto che i fondi sono quelli a disposizione, anche per la tutela degli 80
euro: niente aggiunte. Nella direttiva infatti viene scritto che nei tavoli si rifletterà se inserire «misure correttive» qualora «necessario e nei limiti delle risorse destinate all'obiettivo di incremento contrattuale».
Ma per evitare sproporzioni tra i 3 milioni di dipendenti pubblici, la distribuzione potrebbe essere modulata su fasce retributive (5 o 6). Nel testo finale della direttiva madre il ministero lascia comunque ampio mandato alle parti, posto che i fondi sono quelli a disposizione, anche per la tutela degli 80
euro: niente aggiunte. Nella direttiva infatti viene scritto che nei tavoli si rifletterà se inserire «misure correttive» qualora «necessario e nei limiti delle risorse destinate all'obiettivo di incremento contrattuale».
Libertà di manovra alle parti
L'attenzione «ai livelli retributivi più bassi» destinatari di «provvedimenti di giustizia sociale» però resta, anche se rispetto alla bozza della direttiva circolata nei giorni scorsi saltano riferimenti precisi sia ai meccanismi sia al bonus
80euro, anche per dare più spazio di manovra alle parti.
L'attenzione «ai livelli retributivi più bassi» destinatari di «provvedimenti di giustizia sociale» però resta, anche se rispetto alla bozza della direttiva circolata nei giorni scorsi saltano riferimenti precisi sia ai meccanismi sia al bonus
80euro, anche per dare più spazio di manovra alle parti.
Fonte il sole 24 ore
Modificare la Legge Fornero
Confederazioni rappresentative nel comparto pubblico che superano il 5%
crediamo che ormai il tempo delle vecchie confederazioni stia per tramontare inquanto rappresentano molti più lavoratori passivi che attivi.
di seguito troverete il link per vedere il dettaglio comparto per comparto
vai al sito ufficiale→
comparto scuola(SNALS) →
comparto sanità(FIALS)→
CONFEDERAZIONI RAPPRESENTATIVE -
| CGIL | |||||||||||||||||||
| CISAL(*) | |||||||||||||||||||
| CISL | |||||||||||||||||||
| CONFSAL | |||||||||||||||||||
| CSE | |||||||||||||||||||
| UIL | |||||||||||||||||||
| USAE | |||||||||||||||||||
| USB |
Gli stipendi degli Statali non aumentano da 6 anni. adesso è ora di contrattare l'aumento. Confsal-Unsa
Roma, 9 gen. (Labitalia) - "Il caso scuola di queste ore fa emergere, se
ce ne fosse bisogno, la superficialità del governo di questo paese. Il
blocco dei contratti degli statali scaduti nel 2009 è sicuramente una
vergogna nazionale". Lo afferma Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa. vai all'articolo...
una grande vittoria del sindacato autonomo CONFSAL
Roma, 5 mar. (Labitalia) - "Una grande vittoria del sindacalismo contro
il dispotismo del governo e della sua legislazione presuntuosa e lesiva
dei diritti dei lavoratori pubblici". Così Massimo Battaglia, segretario generale della Confsal-Unsa, commenta l'ordinanza del giudice del Tribunale di Reggio Emilia
sul ricorso presentato dalla Federazione Confsal-Unsa e dallo studio
legale dell'avvocato Pasquale Lattari, "mediante la quale viene eccepita
la questione di costituzionalità della legge 228/12, su come disciplina
la questione relativa alla trattenuta del 2,50% sull'80% della
retribuzione dei dipendenti pubblici".
La legge n.112 del 2010, spiega la Confsal Unsa, aveva equiparato
proprio i dipendenti pubblici a quelli privati anche per ciò che
riguardava la contribuzione sul Tfr (trattamento di fine rapporto),
applicando anche ai primi l'aliquota obbligatoria del 6,91%, senza
eliminare però l'ulteriore trattenuta del 2,50% sull'80% della
retribuzione.
La Corte Costituzione aveva dichiarato incostituzionale la norma,
nella parte in cui non escludeva l'ulteriore trattenuta del 2,50%
ritenendo discriminatorio il trattamento riservato ai dipendenti
pubblici rispetto a quelli privati per i quali tale trattenuta non viene
applicata. "Il governo Monti -spiega Battaglia- anziché disporre la
restituzione dei soldi ai lavoratori ha compiuto un'aberrazione
giuridica, abrogando semplicemente la norma della legge 122/10 e
dichiarando oltretutto estinti di diritto tutti i giudizi pendenti
sull'argomento".
"Non è
la prima volta che per finalità di bilancio dello Stato si stravolgono i
basilari principi giuridici del nostro ordinamento, specie per quanto
attiene il lavoro pubblico", dichiara Battaglia, che aggiunge:
"Il giudice ha ritenuto fondata la posizione della Confsal-Unsa
riconoscendo che vi è stata 'una illegittima interferenza del potere
legislativo nella sfera della giurisdizione' nel disporre l'automatica
estinzione dei giudizi pendenti".
"In questa fase di compressione delle relazioni sindacali -conclude
Battaglia- il sindacato non sta fermo ma agisce anche con lo strumento
giurisdizionale per difendere i lavoratori con tutti i mezzi a
disposizione".
fonte adnkronos
fonte adnkronos
Prorogato il blocco degli stipendi della PA
Roma, 1 mar. (Labitalia) - "La proroga del blocco dello stipendio è
assolutamente inaccettabile per tutti i lavoratori pubblici. Congelare
le retribuzioni ferme al 2010 anche per il 2013 e 2014 significa
strangolare milioni di persone che già oggi non riescono più ad arrivare
alla fine del mese, con un stipendio divenuto letteralmente impalpabile
in questi anni a causa dell'inflazione e della miriade di nuove tasse
che colpiscono al cuore soprattutto il ceto medio del nostro paese,
oramai scivolato lungo la soglia di povertà". Lo afferma Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa.
"Tra l'altro l'adozione di questo decreto - spiega - è un atto di
una portata politica immensa, poiché incide in modo drammatico sulla
vita dei lavoratori italiani, e a mio avviso non può essere
assolutamente emanato da un governo che oggi è in carica esclusivamente
per svolgere l'ordinaria amministrazione. E' l'ultima pugnalata alle
spalle di un governo Monti che dimostra ancora una volta il suo
accanimento contro i dipendenti pubblici e anche la sua vigliaccheria
per aver tenuto nel cassetto il decreto durante la campagna elettorale
salvo poi tirarlo fuori a urne chiuse".
Per Battaglia, "i veri risparmi devono essere trovati non sulle spalle di lavoratori che guadagnano 1.300 euro al mese,
ma nell'accorpamento dei centri decisionali e di spesa rivedendo
l'assetto istituzionale del paese, nelle consulenze inutili, nelle
poltrone d'oro politicizzate, nelle procedure di acquisto falsate, nelle
pensioni oltre i limiti dell'accettabile, nel mantenimento di status di
privilegi di cui gode un'ampia fascia di politicanti, affaristi e
amministratori di questo Paese". "Sin da ora dichiaro -conclude
Battaglia- che in caso di adozione da parte del Consiglio dei ministri
la prossima settimana del decreto sulla proroga del blocco dello
stipendio, la Confsal-Unsa scenderà in piazza per far sentire a questo
governo privo di legittimazione, e anche al prossimo che seguirà, la
voce e la rabbia dei lavoratori pubblici oramai giunti allo stremo".
fonte:adnkronos
fonte:adnkronos
la ricetta della Confsal
Roma, 29 gen. (Labitalia) - Una riforma fiscale con l'introduzione di un efficace sistema sanzionatorio per l'evasione, escludendo ogni forma di condono tributario. E la modifica sostanziale della legge Fornero sul mercato del lavoro per invertire l'andamento preoccupante dell'occupazione; la revisione, nell'ambito della compatibilità finanziaria, del sistema previdenziale e pensionistico con l'introduzione di una maggiore flessibilità. Questi i punti centrali del manifesto politico-programmatico, dal titolo 'Il lavoro al centro della società civile e dell'economia in funzione dello sviluppo dell'Italia e dell'Eurozona', che la Confsal ha presentato alle forze politiche in competizione elettorale.
Per la Confsal, "il lavoro resta il primario valore sociale e il fattore determinante della crescita economica, ma la sua promozione e la sua valorizzazione possono realizzarsi solo nel contesto di un'economia legale e di una P.a. efficiente". Per questo, la confederazione autonoma ha individuato "una serie di obiettivi politici, con i relativi percorsi di riforma, per la legalità dell'economia e della finanza pubblica, l'equità del fisco, la competitività di sistema e d'impresa, l'occupazione, nonché il risparmio, il credito e gli investimenti strategici". "Sul piano strettamente sindacale -continua la nota della confederazione sindacale- la Confsal rivendica: il rinnovo dei contratti, il ripristino dell'indicizzazione delle pensioni, l'estensione della defiscalizzazione delle retribuzioni sia nel settore privato che in quello pubblico, la stabilizzazione dei precari e un moderno sistema di previdenza complementare". Nel manifesto, "viene affrontata anche la questione centrale dell'Eurozona, in particolare -conclude il sindacato- per quanto riguarda il nesso fra austerità fiscale e recessione e la capacità di tenuta del sistema monetario".
fonte adnkronos
Per la Confsal, "il lavoro resta il primario valore sociale e il fattore determinante della crescita economica, ma la sua promozione e la sua valorizzazione possono realizzarsi solo nel contesto di un'economia legale e di una P.a. efficiente". Per questo, la confederazione autonoma ha individuato "una serie di obiettivi politici, con i relativi percorsi di riforma, per la legalità dell'economia e della finanza pubblica, l'equità del fisco, la competitività di sistema e d'impresa, l'occupazione, nonché il risparmio, il credito e gli investimenti strategici". "Sul piano strettamente sindacale -continua la nota della confederazione sindacale- la Confsal rivendica: il rinnovo dei contratti, il ripristino dell'indicizzazione delle pensioni, l'estensione della defiscalizzazione delle retribuzioni sia nel settore privato che in quello pubblico, la stabilizzazione dei precari e un moderno sistema di previdenza complementare". Nel manifesto, "viene affrontata anche la questione centrale dell'Eurozona, in particolare -conclude il sindacato- per quanto riguarda il nesso fra austerità fiscale e recessione e la capacità di tenuta del sistema monetario".
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